| Il Brunico raddoppia il vantaggio (2-0) nella serie dei quarti di finale playoff.Gli ospiti realizzano in power play il gol del pareggio, ancora con Sirianni, l'uomo che già aveva deciso gara1 in Val Pusteria. Cinquanta secondi in doppia superiorità, ma quattro minuti con l'uomo in meno sul ghiaccio. Una marcatura, meravigiosamente voluta e costruita da Manuel De Toni e una valanga di tiri ai danni della porta di Pagliero. Questo in sintesi il primo tempo con i due arbitri chiari fin dall'inizio: tolleranza zero. Dopo 22 secondi Helfer è fuori per bastone alto, lo seguono nell'arco dei successivi 30 secondi Willeit e Faulkner. In superiorità l'Alleghe non rischia. Tocca al Brunico, prima la gomitata di Alberto Fontanive e poi il colpo di bastone del fratello Fabrizio, inguaiano le retrovie alleghesi. La difesa è attenta, Archer e Stepanek sono di grande aiuto a Pagliero che chiude tutti gli spazi. L'Alleghe è di nuovo tonico solo dal decimo minuto, realizza con Manuel De Toni, sfiora il doppio vantaggio con Rocco e non trova la svolta in doppia superiorità prima della sirena.
Per due volte in superiorità (Desmet alza il bastone su Manuel De Toni, Sparber invece alza le mani su Nicola Fontanive) l'Alleghe non riesce a trovare la via per la seconda marcatura. Veggiato e Faulkner per due volte con la porta spalancata sprecano accanto al bersaglio. Anche Hay la marcatura la sfiora soltanto mandando il puck accanto al sette, Lorenzi non chiude la triangolazione. Alle quattro occasioni agordine risponde il solito Sirianni ribadendo in rete l'affondo di Desmet nell'unica superiorità offerta ai pusteresi nel corso della ripresa.
Nessuna marcatura nel terzo tempo, anche se la storia si ripete nell'ultimo minuto con Rocco in panca puniti e il Val Pusteria alla ricerca della marcatura della vittoria. Decide la roulette dei rigori: realizzano Veggiato, Desmet e soprattutto Murray che al decimo e ultimo penalty regala la vittoria al Val Pusteria. Rimane un dubbio sul rigore di Rocco, tutti avrebbero visto il gol, ma non il meranese Metelka a un passo dalla porta.
Mirko Mezzacasa
TRATTO DAL GAZZETTINO |