| Nulla è perduto, il quarto di finale è legato ad altre cinque possibili partite. Ma tutto è ora più difficile per le Civette, perché il Brunico è in vantaggio per 2-0 nella serie e questa sera gioca in un'autentica bolgia tra le mura amiche. Gli agordini salgono in Val Pusteria con il dente avvelenato e il sangue che ribolle per il torto subito in gara2. Ieri il sito dell'Alleghe ha pubblicato il video del rigore di Vincent Rocco dove si vede chiaramente il puck oltre la linea di porta velocemente spostato dalla mano del portiere Jakaitis sotto gli occhi dell'arbitro Metelka con le braccia aperte (No-gol, prima dell'interruzione dell'azione), di un giudice di linea impassibile e, di un ragazzino messo come giudice di porta ma totalmente incapace di giudicare la validità del gol. Fatto che ha scatenato le polemiche. Il presidente alleghese, Renato Rossi, da Toronto si è limitato a commentare: "Il video prova che il rigore di Rocco era dentro. Possibile che nessuno se ne sia accorto?". Il vice presidente Nilo Riva punta il dito anche su un altro episodio. Negli ultimi 2' Rocco è stato punito (come già successo a Brunico in gara1, fatto che ha consegnato la vittoria alla squadra di casa con il gol di Jakaitis) e il Val Pusteria ha sfiorato la marcatura in superiorità. "Ma non è stato punito il giocatore del Brunico - dice Riva - che ha bastonato in pieno volto Nicola Fontanive procurandogli una ferita con sangue". Altro fatto che farà discutere, comunque vada in questo quarto di finale. Stasera, tra l'altro, gara3 sarà arbitrata di nuovo dall'alto atesino, Karel Metelka, quasi un premio nonostante la disastrosa prestazione di Alleghe, documentata dal video che purtroppo non è ammesso come prova per un eventuale ricorso. Quindi il Val Pusteria è sul 2-0 nella serie e l'Alleghe dovrà stringere i denti, provare ad espugnare la Solar Arena questa sera e poi sabato, ad Aleghe, impattare di nuovo la serie. Per accedere alla semifinale una delle due formazioni deve vincere quattro partite e i pusteresi sono ormai a metà dell'opera.
Mirko Mezzacasa
TRATTO DAL GAZZETTINO
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