Una prova generosa non basta per conquistare la salvezza (18/05/2010)
Ultima partita di questo Mondiale 2010 per l’Italia, e allo stesso tempo sfida decisiva per sancire il futuro degli azzurri. La vittoria in rimonta contro il Kazakistan ha parzialmente affievolito la delusione per la pesantissima sconfitta contro la Francia nel match inaugurale di questo Relegation Round, e ora i ragazzi di Cornacchia sono costretti a giocarsi le chance di salvezza contro gli Stati Uniti. La squadra americana è senza dubbio la delusione maggiore di questo torneo, nonostante fosse composta da 20 giocatori NHL, ma comunque ben diversa da quella che alle recenti Olimpiadi di Vancouver ha fatto penare il Canada oltre ogni attesa per la conquista dell’agognato oro. La situazione nel girone prima del face off iniziale vede gli USA in testa con due vittorie su due e una differenza reti di +14, dunque la salvezza è praticamente acquisita. Al contrario la situazione italiana (3 punti al pari della Francia, impegnata contemporaneamente contro il Kazakistan) impone l’impresa, ovvero la vittoria contro una squadra dalla grandissima tradizione. Cornacchia conferma Daniel Bellissimo tra i pali, premio per il goalie asiaghese dopo un Mondiale giocato su livelli super, e allo stesso tempo ha lascia invariati i blocchi offensivi. Face off iniziale alla Lanxess Arena di Colonia e primi secondi del match assolutamente senza nessuno spunto, ma dopo un tiro a lato di Ramoser la prima occasione è per gli americani a causa dell’interferenza fischiata a DeMarchi al 02.32. I guantoni di Bellissimo vengono testati principalmente da lontano, con Yandle e Gillroy (2 volte) che impegnano il nostro portiere. Ristabilita la parità numerica occasionissima azzurra con DeMarchi che uscendo dalla panca puniti si invola in contropiede e serve l’accorrente Hofer tutto solo sulla destra di Clemmensen, ma il tiro del terzino pusterese è scialbo e il goalie USA para. Durante i minuti successivi è una buona Italia quella che si vede sul ghiaccio e, nonostante la forza dell’avversario che costringe sempre Bellissimo alla massima attenzione, i nostri fanno vedere molta buona volontà. Abbiamo anche una superiorità al 09.13 per uno sgambetto di Johnson su Scandella, ma il power play è discreto e nulla più, nel senso che una volta impostata la scatola troviamo grosse difficoltà nell’aprire lo spiraglio giusto. All’11.35 seconda penalità a DeMarchi, e questa volta ci costa carissima: soli 10’’ di uomo in più bastano a Dubinsky per ricevere il disco dal face off, accentrarsi dalla sinistra e sparare una cannonata che Bellissimo non può nemmeno vedere, causa uomo davanti a lui. 1 a 0 Stati Uniti dunque, e contemporaneo gol della Francia nella sfida diretta contro il Kazakistan che ci spinge in una buca ancora più profonda. Ma come detto l’Italia oggi c’è, e solo la sfortuna non ci permette di arrivare al pareggio, dato che Scandella in allungamento da posizione ravvicinata colpisce la base del palo, e una successiva mischia vede la difesa americana in difficoltà. Ma gli USA sono squadra vera, e prima Bellissimo è costretto a un superintervento su Kennedy, poi la terza penalità a DeMarchi (gancio al 16.22) costringe gli azzurri a 120’’ di passione in difesa: Yandle e Johnson fanno volare veri e propri missili dalla blu intorno alla nostra porta, ma non passano. Suona la prima sirena e permane l’1 a 0 americano, mentre a Mannheim la Francia si è portata sul 3 a 1 nei confronti del Kazakistan, Italia più che mai obbligata all’impresa. E nel secondo tempo i ragazzi di Cornacchia dimostrano di avere un cuore che fa provincia, disputando 20 minuti di livello assoluto. Dopo qualche tiro velleitario degli americani c’è una superiorità azzurra al 23.17 (trattenuta di Nystrom su Johnson) e Scandella durante il power play impegna severamente Clemmensen con un violento tiro al corpo. Terminata la penalità di Nystrom sono però gli italiani ad andare sotto di uomo per la trattenuta di Ansoldi al 25.24, ma Bellissimo è super su Yandle e Kreider. Al 27.50 grande occasione italiana con Ansoldi che dalla destra accentra il puck per l’accorrente Plastino, il cui tiro one-time non sorprende Clemmensen, bravo a ripetersi anche sull’1 contro 0 di Ansoldi, il cui grande taglio viene pescato alla perfezione da Borgatello. La pressione tricolore si manifesta anche con un tiro del solito Strazzabosco fuori di poco ma soprattutto con un contropiede generato da Oberrauch, il cui tiro viene deviato da Clemmensen, ma nessuno dei nostri arriva sul rebound. Il gol è però nell’aria e dopo un’occasione per Hillen ecco il pareggio dell’Italia: minuto 34.00, bel lavoro di Souza che in neutra ruba il disco ad un avversario e lo consegna a Scandella che supera in velocità l’ultimo difensore, presentandosi tutto solo davanti alla porta e insaccando l’1 a 1 sotto i gambali del portiere americano. Suona “Azzurro” di Modugno a Colonia, ed è veramente una bella Italia quella che si gioca la salvezza al cospetto di una squadra di grandissima tradizione come gli USA. Ultimi minuti con un brivido per parte, ovvero una gran parata di Bellissimo sull’inserimento di Nystrom e dall’altra parte un tiro di Egger davanti alla porta che non va per un pelo. È 1 a 1 alla seconda sirena, tutto ancora da decidere a Colonia, mentre a Mannheim i transalpini francesi conducono 4 a 2 sul Kazakistan. Il terzo tempo è un’incredibile miscela di emozioni, con un Italia eroica al disperato assalto di un successo che avrebbe dell’incredibile. Si parte con un possibilità per gli statunitensi, ma Bellissimo sventa il doppio tiro, quindi è il solito Yandle a provarci dalla blu. Brividi al 42.30 con la girata davanti porta di Moss fuori di un pelo, ma l’Italia ha resistito bene nei primi minuti, anche ad una penalità fischiata al 42.53 a De Bettin per un gancio con bastone. Poche occasioni americane e un contropiede 2 contro 1 Ramoser-Marchetti in short hand che per poco non ha regalato il vantaggio. Vantaggio che è arrivato, questa volta davvero, al 46.45, con la grande azione di Stefano Marchetti: il fassano, ricevuto il disco da Iannone si invola sulla sinistra e poco dopo aver superato la blu spara un raso ghiaccio che sorprende Clemmensen, il quale vede il disco scivolargli beffardamente alle spalle dopo averlo deviato con un gambale. È 2 a 1 dunque, l’Italia è avanti e sarebbe salva. Sarebbe appunto, perché la reazione USA è veemente e le occasioni da rete arrivano a grappoli per i nostri avversari: Dubinsky, Carter, due volte Kennedy, tutti fermati da Bellissimo, super anche sull’incursione centrale di Nystrom. L’Italia è comunque attenta nel non commettere errori sino al 51.00, quando Trevor Johnson spara il disco fuori dal ghiaccio: il terzino del Bolzano si accorge immediatamente di avere fatto una sciocchezza e il suo sguardo parla più di mille rimproveri. Bastano 8’’ a Ryan Potulny per trovare il pareggio, sfruttando il rebound concesso da Bellissimo dopo la botta del solito Dubinsky. Il 2 a 2 gela gli entusiasmi azzurri, ma i nostri non smettono di provarci sino alla fine, rischiando l’impossibile in contropiede ma dimostrando di non voler mollare facilmente questo Gruppo A conquistato con le unghie a Torùn 2009: ci provano Scandella ed Egger, la fucilata di Plastino, l’occasionissima italiana al 58.54 con lo scambio Borgatello - Egger e il tiro di quest’ultimo fermato con una pazzesca parata di gambale da Clemmensen a ricacciare in bocca l’urlo dei nostri. Dall’altra parte non bisogna dimenticare un Daniel Bellissimo semplicemente eroico nell’opporsi da solo a ondate di americani che come fulmini gli arrivavano davanti e a tenere vive le speranze tricolori. Al 59.37 timeout della disperazione chiamato da Cornacchia, pochi secondi dopo aver tolto Bellissimo dai pali per giocare con 6 uomini di movimento, ma il finale non sorride ai nostri ed il 2 a 2 sul tabellone significa una sola cosa, anzi due: torniamo in Prima Divisione, ma con una squadra che, al pari di quello fatto vedere con l’Ucraina l’anno scorso, ha grande orgoglio e coraggio. Queste considerazioni valgono dopo la vittoria della Francia per 5 a 3 sul Kazakistan, fatto che regala la matematica salvezza ai galletti e relega i caucasici all’ultimo posto nel gironcino. Poco conta l’overtime, dove il nostro portiere compie ancora dei numeri pazzeschi, ed i tiri di rigore, che vedono gli americani vincere con il penalty decisivo di T.J. Oshie. Arrivederci Gruppo A, a presto. http://www.lihg.it/pg/news.php?PID=2837&Language=&

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