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Aprile, tempo di bilanci in casa Kanguro Alleghe Hockey. Tocca a Matthias Levis, responsabile delle “civettine” più piccole, quelle delle categorie Under 8, 10 e 12, ripercorrere l’intensa annata sportiva dei discatori in erba della società di via Lungolago. Gli ultimi impegni sono già fissati il 23 aprile a Padova per il Torneo di Primavera per under 9; dal 5 all’8 maggio a Nizza, in Francia, per le under 11 e 13.

Come è andata la stagione Matthias? “I gruppi che seguo come responsabile, ossia avviamento, under 8, under 10 e under 12, hanno come obiettivo principale quello del divertimento. E’ giusto sia così anche se i bambini sanno già i risultati delle partite e tengono il conto di chi fa i gol e chi gli assist. Per loro, in queste fasce d’età, il divertimento deve essere al primo posto. Con lo Zoldo, come avviene ormai da qualche stagione, abbiamo proseguito la reciproca collaborazione che ha funzionato e continua a funzionare ottimamente. A livello organizzativo cerchiamo di venirci incontro per permettere ai bambini di svolgere la loro attività al meglio. Quest’anno lo Zoldo ha reso più funzionale l’impianto di Soccampo e così, per evitare a loro il peso di continue trasferte, abbiamo attuato un proficuo scambio andando anche noi da loro”.

I numeri restano la difficoltà più grossa? “I numeri sono difficili e senza la collaborazione né Alleghe né Zoldo riuscirebbero a schierare autonomamente le squadre di queste categorie. Purtroppo, rispetto ai tempi in cui ero piccolo io, sono venute a mancare tutte le società agordine che un tempo contribuivano ad alimentare il vivaio biancorosso. I tempi sono cambiati anche perché è difficile che in una famiglia entrambi i genitori non siano impegnati con il lavoro e non tutti possono contare sulla disponibilità dei nonni”.

Al di là di tutto in queste tre categorie siete stati attivissimi partecipando anche a molti tornei al di fuori dei canonici campionati. “Verissimo. Posso dire che è stata un’esperienza bellissima che resterà per sempre nel bagaglio di questi piccoli. Personalmente ricordo ancora con gioia le esperienze che ho vissuto a livello giovanile. Con i nostri piccoli si può dire che abbiamo girato mezza Europa e di questo siamo fieri e contenti perché, oltre che un’esperienza di gioco è stata per tutti loro un’esperienza di vita sicuramente formativa”.

Ci riassumi un po’ le vostre trasferte? “Abbiamo iniziato con l’under 10, con cui siamo stati in Austria; poi con under 8 e 10 siamo andati a Lubiana e i più grandicelli si sono classificati secondi. Con una squadra under 9 siamo stati terzi al torneo di Varese, mentre con la 10 abbiamo partecipato ad un torneo in quel di Zagabria. L’under 11 ha partecipato al Città di Feltre. I piccoli della under 8 hanno vinto il torneo di Vipiteno e sono stati secondi in quello di Maribor. Sempre a Maribor la formazione under 10 ha conquistato un significativo terzo posto su un lotto di ventuno squadre partecipanti. Diciamo che le soddisfazioni non sono mancate”.

Ci ricordi i nomi degli allenatori di questi gruppi? “Tito Meneghetti, colonna dello Zoldo; Alessandro Fontana, sempre presente agli allenamenti anche se per gli impegni con la serie B non può sempre seguire le squadre dei piccoli in partita; Karel Dvorak, anche lui da anni attivo con lo Zoldo; Pyry Eskola, che non disdegna mai di dispensare i suoi insegnamenti anche ai più piccoli; Ugo Da Rech, un grande ex dell’Alleghe che sa coinvolgere con la sua grande carica di umanità i piccoli dell’avviamento. Da quest’anno, al lunedì, abbiamo messo a disposizione dei portieri un tecnico esperto ed aggiornatissimo come Gianluca Canei. Sul ghiaccio per gli allenamenti è sceso anche Stefano Scussel. Inoltre grazie al dottor Allegro, papà di un nostro tesserato under 10, i bambini sono stati seguiti anche dal punto di vista medico”.

Non c’è stato solo l’aspetto del divertimento nelle vostre trasferte. “Proprio così. Nel gruppo al seguito anche “nonno Henry”. Si tratta del professor Fairtlough, suocero di Tito. Grazie alla sua disponibilità e alle sue conoscenze, anche delle lingue, ogni trasferta si è trasformata anche in un significativo momento di arricchimento culturale in quanto ha spiegato dal punto di vista storico, a grandi e piccini, le città che di volta in volta abbiamo visitato”.

Ci racconti qualcosa anche sulla under 12? “La considero la squadra del futuro. Quest’anno il limite di età era il 2005 e noi avevamo pochissimi bambini di quell’anno: uno agordino, 3 o 4 zoldani. In conseguenza di ciò abbiamo dovuto schierare una squadra giovanissima che contro avversari più formati fisicamente ed anche con più esperienza sul ghiaccio è stata penalizzata. Abbiamo rimediato anche qualche sonora sconfitta, ma anche questo può aiutare la crescita. Era giusto far giocare questa squadra e penso che nella prossima stagione potrà essere protagonista”.

Prospettive per il futuro? “Spero che si continui sulla strada intrapresa in questi anni e magari si possa migliorare ancora un po’. Devo dire che le buone intenzioni di fare bene non mancano ed abbiamo il 

sostegno importante di un gruppo di genitori davvero propositivo e collaborativo. Vorremo coinvolgere un numero crescente di praticanti e la voglia per continuare a tenere viva la fiammella dell’hockey ad Alleghe, nell’Agordino e a Zoldo non ci manca”. (rob)

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